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Grandi opere, Fi: «Abruzzo resta fuori grazie a D’Alfonso e ai suoi»

«L’Abruzzo paga caro, purtroppo, lo scarso peso politico dell’attuale governo regionale sui tavoli romani ed è rimasto completamente fuori dalle grandi opere strategiche nazionali». A metterlo in evidenza sono i rappresentanti di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, nel corso di una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Pescara.

«Quella delle infrastrutture strategiche – sottolinea Sospiri – è una delle poche misure che potrebbe permettere di creare le vie per lo sviluppo della nostra regione e agganciare la ripresa. Su questa tema lo stesso presidente D’Alfonso si è giocato molto in campagna elettorale, ma i fatti ci dimostrano come sulle grandi opere stia andando alla deriva, non avendo né una strategia, né capacità di interlocuzione a livello nazionale. Inoltre il 17 dicembre del 2014 è stata presentato un Progetto di Legge (Legge obiettivo), il n.54, che avrebbe dovuto fissare delle priorità ma non è altro che un testo vuoto, senza idee concrete, tra l’altro mai discusso in Commissione».

«Faccio mia la definizione rilasciata dal giornalista de “Il Sole 24ore” Fabrizio Bouquet – spiega l’onorevole Di Stefano – il quale ha definito il Documento Economico Finanziario come “un’arma di distrazione di massa” perché con un falso tesoretto distoglie l’attenzione dall’inconsistenza dei contenuti del documento e lo trasforma in un nuovo strumento di campagna elettorale, come lo fu il bonus di 80 euro lo scorso anno. Nel Def trovano comunque spazio e risorse 25 opere infrastrutturali e tra queste non compare nessuna per l’Abruzzo. Eppure con il governo di centrodestra la Regione aveva presentato, ed approvato, un nutrito pacchetto di investimenti, inseriti negli appositi strumenti di programmazione, alcuni dei quali già finanziati e cantierati, e diversi altri in attesa di finanziamento. E allora ci domandiamo come mai, ad esempio trova spazio, con un finanziamento, il quadrilatero del collegamento Marche-Umbria e non invece quello Pedemontano Marche–Abruzzo? Come mai trovano spazio i porti di Ravenna, Taranto, Trieste e Civitavecchia ma non viene finanziato il porto di Ortona o quello di Pescara? Come mai si finanziano opere irrigue come il Sistema Menta, Caposele e Basento-Bradano, ma non le vasche del Fucino? E così, mentre il Governo regionale oggi annuncia quali sono le 10 opere importanti per l’Abruzzo, che poi sono le stesse che i governi precedenti avevano individuato, ieri il Governo nazionale non ha inserito nessuna opera abruzzese nel pacchetto di opere da realizzare attraverso il Def. Insomma, zero opere abruzzesi da finanziare perché evidentemente equivale a zero anche la considerazione che il Governo nazionale ha nei confronti di questa Regione a guida D’Alfonso».

«Intanto il premier Renzi non verrà in Abruzzo neanche lunedì 20 aprile – evidenzia Mauro Febbo – e per la quarta volta la promessa di D’Alfonso non sarà mantenuta. Un particolare che evidenzia di quanta stima goda il presidente della Regione Abruzzo in seno al Governo nazionale: proprio come il 2 di coppe quando la briscola è a denari. A noi questo dispiace perché tutto ciò causerà dei danni pesanti al nostro tessuto economico e chiaramente al Pil regionale».