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Vola o non vola, Accord o non Accord?

Signore, dalle parti nostre si respira aria pesante. Don Chisciotte è diventato muto. Non parla. Non dice una parola. L’Enac ha chiuso l’aeroporto. L’indiano della rottamazione fa orecchie da mercante. L’opposizione chiede le dimissioni. Voi che siete sempre informato potreste dirmi cosa sta succedendo?

Mia cara, dalle mie parti non si respira aria pesante. Forse da voi, nella “Casa Rosada” del grande Hidalgo, dove, mi dicono, non si aprono mai le finestre per non far sfuggire le preziose idee e le grandi strategie politiche di Don Chisciotte. Ricordati che se non parla va bene. Almeno non tenta di mettere a credere alla gente che gli asini possano volare. A proposito di voli, l’Enac ha fatto come Ponzio Pilato, prima ha mandato allo sbaraglio il massimo cittadino e, poi, quando ha capito che avrebbe potuto essere coinvolto nell’inchiesta giudiziaria e contabile per i poco esatti suggerimenti forniti, si è lavato le mani e ha revocato tutto. Ma, di grazia, che cosa vorrebbe revocare, un’autorizzazione mai concessa? Anzi no. Una specie di autorizzazione era stata data per effettuare le prove d’autore. Fu un’avventura senza fine. Per poco la famosa commissione collaudatrice non tornò a piedi. Te lo ricordi? Partenza dall’Aquila in torpedone alla volta di Fiumicino. All’aeroporto l’apparecchio francese non si fece trovare perché, dicunt, la compagnia non era interessata al servizio. Poi, trasferimento a Ciampino. Dopo una lunga sosta, finalmente venne reperito un vecchio apparecchio che, non avendo ben redatto il piano di volo, fu costretto ad effettuare tortuosi percorsi. Infine, per l’atterraggio stava per essere dirottato a Pescara in quanto sprovvisto della prescritta autorizzazione per fare scalo a L’Aquila. Soltanto per pietà venne fatto atterrare a Preturo. I bambini della scuola elementare erano tornati a casa. Erano stati portati all’aeroporto alle nove, con i grembiulini bianchi e le bandierine da sventolare. A mezzogiorno i genitori, per evitare insolazioni, se li portarono a casa.

Signore mio, non vorrei dire nulla. Non vorrei spezzare una lancia a favore del massimo cittadino. In questo momento non vorrei trovarmi nei suoi panni. Bocciatura dello scalo aereo. I dirigenti dell’Accord, che avrebbe dovuto aprire da qualche anno, fanno gli “indiani”. Il Piano Regolatore che scivola di anno in anno. Le lance dei “Picadores” dell’opposizione che si infilano nei fianchi di Don Chisciotte, chiedendone le dimissioni. La folla che rumoreggia per l’inerzia dell’amministrazione. Le responsabilità delle fogne che scoppiano. I resti di Porta Barete che non si trovano. I dubbi amletici dell’Hidalgo. Non è facile mantenere gli equilibri, specialmente quando si scivola facilmente sulle bucce di banana. Cosa sta succedendo?

Carissima, normalmente avviene che chi semina vento raccoglie “Tempesta”. Guarda un po’ da chi proviene la proposta di inserire la Perdonanza nei grandi eventi del Giubileo, proprio da “Tempesta”. Ti sembra poco? Soprattutto in coincidenza del fatto che le proposte dell’Hidalgo di portare all’Expo la Perdonanza e la Maldicenza sarebbero state sonoramente bocciate con questa motivazione: “I contenuti storici. Culturali, religiosi e legali dei due temi proposti si elidono e, perciò, non possono coesistere”. I mercanti “indiani” dell’Accord vanno cercando chi mette i soldi nel progetto che, poi, sarà gestito solo dai soli mercanti. La musica non cambia. È sempre la stessa fin quando la Accord non si “accorda”. I termini di definizione del PRG scivolano velocemente su un piano inclinato gelato e non hanno alcuna possibilità di fermarsi. Ogni tanto scoppia una fogna qua e là per cercare di distrarre l’opinione pubblica. La ricerca di Porta Barete è diventata una vera e propria caccia al tesoro. Tutti la cercano e nessuno la trova. Non c’è riuscito neppure il Nunzio Apostolico. Le responsabilità!!! A quali responsabilità intenderesti fare riferimento? All’aeroporto? Non faranno mai capo al grande Hidalgo. Neppure all’ufficio che non ha fatto accuratamente le analisi per l’approssimativa stima degli eventuali utenti. La colpa è di Berlusconi che ha voluto attribuire alla struttura la denominazione di “Aeroporto dei Parchi”. I Presidenti dei Parchi Nazionali del Gran Sasso e della Maiella e quello del Parco Regionale del Sirente, forti dei poteri attribuiti dal Parlamento e non sapendo come meglio impiegare il tempo, hanno pensato bene di apporre un vincolo indelebile all’aeroporto aquilano. Infatti, possono atterrare e decollare dall’Aeroporto dei Parchi soltanto le cicogne, le marzaiole, tutti i volatili migratori e, soprattutto, le oche starnazzanti del politichese più avanzato. I dubbi di Don Chisciotte rappresentano una cosa seria, perché attraverso di essi si può giungere spesso a scoprire cose buone ed esatte. Ma questo l’Hidalgo non lo sa. Ti consiglierei di inviare al massimo cittadino un SMS, tanto lui è pratico delle diavolerie “elettroniche”, riportando alla sua mente una bella espressione di Cicerone: “[i]Dubitando ad veritatem pervenimus[/i]”, ovvero, “Partendo dal dubbio siamo giunti alla verità”. I cittadini di dubbi sulle capacità di Don Chisciotte ne hanno sempre avuto molti. Perciò, in questi, giorni stanno venendo a conoscenza delle verità, dei fallimenti, delle incapacità di produrre proposte credibili e realizzabili.

Signore, allora siamo messi proprio male!!! Forse, con il tempo potranno migliorare le cose. Cosa potrei fare per salvare il salvabile?

Cara Signora, il mio amico Cicerone racchiude in una breve frase tutti i tuoi quesiti e ti fornisce anche un monito. Stai attenta. Leggi e, poi, deduci: “[i]Videbis, fili mi, quam parva sapintia regitur mundus[/i]”. Sai cosa significa? Te lo spiego subito: “Vedrai, figlio mio, da quanta poca sapienza è governato il mondo”. Riduci il mondo alla tua città e avrai la dimensione dei governanti. Salvati, finché sei in tempo, altrimenti verrai travolta dalle bocciature dei progetti e dalla scarsa fiducia riposta negli amministratori della tua città. Potresti stare tranquilla solo per le dimissioni. Don Chisciotte non ci pensa neppure. Ha provato qualche altra volta e le cose si stavano mettendo male. Ha dovuto allungare le trecce delle belle ragazze della Fontana Luminosa per aggrapparvisi e salvarsi, altrimenti lo avrebbero fatto cadere in acqua. Perciò, di dimissioni non se ne parla neppure, malgrado gli sforzi dell’opposizione.

Signore, se ritenete che non si possa fare altro, affrettatevi a richiamare la mia povera anima accanto a voi prima che venga travolta dagli apparecchi che non volano o dai crolli delle mura per ricercare Porta Barete. E così sia.