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Punti Nascita, riunione di gruppo ai piani alti

La maggioranza di centrosinistra riesamina la questione della chiusura dei quattro punti nascita, come chiesto nella risoluzione urgente della stessa maggioranza approvata nell’infuocata seduta del consiglio regionale di giovedì scorso.

L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha chiesto la convocazione, fissata per la martedì prossimo, del Comitato percorso nascita regionale e chiesto un parere all’Agenas sul decreto del commissario ad acta, Luciano D’Alfonso, con il quale è stata stabilita la chiusura dei punti nascita di Sulmona (L’Aquila), Ortona (Chieti), Penne (Pescara) e Atri (Teramo). Ma il percorso dei tagli non viene interrotto con i piani dei quattro direttori generali delle Asl abruzzesi approvati dal tavolo nazionale sul piano di rientro di mercoledì scorso a Roma, che restano operativi. «La volontà del consiglio regionale che a maggioranza ha chiesto un riesame sulla chiusura dei quattro punti nascita, sarà dunque rispettato – spiega l’assessore regionale Silvio Paolucci -. Oltre al parere tecnico sul decreto chiesto all’Agenas, abbiamo convocato per martedì il Comitato percorso nascita regionale, composto dagli stessi medici e pediatri che hanno messo la firma sulla relazione tecnica che ha individuato i punti nascita da riorganizzare».

Paolucci sottolinea di aspettare che «l’Agenas dica qualcosa, ho chiesto un parere tecnico sul decreto commissariale 10 del 2015, allegando alla richiesta tutta la documentazione in base alla quale sono stati individuati i quattro punti nascita da riorganizzare. Siamo pronti a inviare tutta la documentazione ulteriore che ci sarà eventualmente richiesta».

«I percorsi di riforma – conclude l’assessore regionale – sono sempre difficili, è auspicabile che i toni siano più sereni», riferendosi sia che alle ripetute minacce e aggressioni verbali che ha dovuto subire, costringendolo ad avvalersi della scorta delle forze dell’ordine per rientrare a casa dopo l’infuocato consiglio regionale di ieri quando all’Aquila per tutto il giorno circa 300 persone hanno protestato contro la chiusura della chirurgia dell’ospedale di Atessa (Chieti) bloccando per ore gli ingressi di palazzo dell’Emiciclo.