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Progetto Porta Barete: «Chi ha detto che siamo d’accordo?»

I comproprietari del condominio via Santa Croce numero 33, sito nell’area di Porta Barete, al confine con il più noto condominio via Roma 207, esprimono la propria posizione in merito al “Progetto unitario Santa Croce – Porta Barete”.

«Scriviamo quali comproprietari del condominio via Santa Croce numero 33, sito nell’area di Porta Barete, a confine con il più noto condominio Via Roma 207 – si legge nella nota, di seguito riportata integralmente – Nei giorni scorsi sono state riportate sulla stampa quotidiana e on line varie dichiarazioni del sindaco e dell’assessore Di Stefano relative al “Progetto Unitario Santa Croce – Porta Barete” secondo cui:

“l’amministrazione comunale ha trovato l’accordo con i residenti nei cinque palazzi che affacciavano su via Vicentini, al di sopra delle mura di cinta, così che se ne possano ricostruire soltanto tre” ([i]News Town, 31 marzo 2015[/i]);

“Sindaco e assessori hanno anche spiegato che per alcuni palazzi non ci sarebbero contrarietà allo spostamento, il che permetterebbe di ridurre l’impatto delle costruzioni ritenute contrastanti con il contesto, liberando uno spazio per spostare ‘di una decina di metri’ l’edificio del civico 207” ([i]Il Centro, 1° aprile 2015[/i]);

“Sui cinque alloggi più prospicenti le mura si è avuto un dialogo intenso con i residenti” ([i]Il Capoluogo, 31 marzo 2015[/i]).

E’ stato inoltre distribuito un rendering nel quale il condominio di via Roma 207 è collocato sull’area di nostra proprietà su cui insisteva, prima della demolizione, il nostro fabbricato condominiale».

«A tale proposito – si legge ancora nella nota – dobbiamo precisare quanto segue:

per quanto ci riguarda non è stato raggiunto alcun accordo con l’Amministrazione comunale;

alcuni condòmini hanno informalmente manifestato una mera mancanza di contrarietà allo spostamento in un incontro con l’architetto Santoro tenutosi in data 19/11/2014, in cui è stato verbalizzato che [i]”… il condominio darà parere favorevole a condizione che sia data chiara risposta ai quesiti formulati in questa sede e siano tempestivamente fornite, con un atto formale, indicazioni sulle modalità di realizzazione degli interventi, (…. ) nonché assicurazioni sulla brevità (quantificata) di realizzazione.”[/i];

da quel giorno di novembre nessuna comunicazione è stata fornita dal Comune, nonostante siano passati sei mesi, tant’è che il Condominio Santa Croce 33 ha dato corso al ricorso al TAR per ottenere il contributo per la ricostruzione del fabbricato nella stessa posizione precedente;

nell’incontro con l’architetto Santoro, così come successivamente, non ci è stato fornito alcun atto formale del Comune, per cui per quanto ci riguarda si continua a discutere di mere ipotesi senza alcun supporto documentale».

«Non risulta, pertanto, opportuno – si legge ancora nella nota dei residenti del civico Santa Croce 33 – che da parte di chiunque, amministratori o giornalisti, ci si possa esprimere con affermazioni che danno per scontato un assenso che i residenti non hanno espresso, anche in considerazione del fatto che è in itinere un ricorso al TAR contro “[i]..l’ illegittimità del silenzio mantenuto dal Comune dell’Aquila e dell’USRA sull’istanza rivolta all’ottenimento del contributo per la riparazione dello stabile condominiale”[/i]».

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