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Sanità contestata, Emiciclo ‘assediato’

Ancora manifestanti intorno all’Emiciclo, nel cuore del capoluogo abruzzese, con urla, striscioni, cori e fischietti. Al centro della protesta la chiusura dei quattro punti nascita abruzzesi a rischio e del reparto di chirurgia dell’ospedale di Atessa (Chieti).

Secondo quanto si è appreso un gruppo di manifestanti sarebbe anche riuscito a ‘bloccare’ per qualche momento le porte di ingresso urlando, in riferimento ai consiglieri impegnati nella seduta in corso, “Vi teniamo qui fino a lunedì“.

In un vero e proprio clima da stadio è emerso il comportamento decisamente fuori le righe da parte di un gruppo di circa 30 ragazzi, tutti giovanissimi, che nel corso della protesta avrebbero rivolto insulti anche ai passanti e addirittura apprezzamenti volgari alle ragazze. Molti di più, va precisato, i manifestanti che hanno invece espresso il proprio dissenso in maniera civile.

{{*ExtraImg_239248_ArtImgRight_300x223_}}Mentre fuori dai cancelli dell’Emiciclo espodeva la protesta, il segretario della Quinta Commissione consiliare Maurizio Di Nicola e l’assessore regionale alla Salute Silvio Paolucci hanno cercato di frenare le polemiche, oltre che in relazione ai punti nascita, anche sul fronte ‘Pronto soccorso‘, altro tema caldo della sanità abruzzese. «Non costituisce oggetto dell’agenda politica regionale il ‘taglio’ dei Pronto Soccorso dei Punti di Primo Intervento – hanno precisato – semmai si intende investire nelle reti di emergenza-urgenza, soprattutto nelle aree interne d’Abruzzo». «Gli investimenti – hanno aggiunto Paolucci e Di Nicola – riguardano i 10 milioni di euro per nuove postazioni del 118 (ovvero 20/25 postazioni aggiuntive rispetto a quelle attuali); i 10 milioni già investiti su servizi di telemedicina; più la dotazione di un defibrillatore per ogni comune della regione». «Inoltre – hanno sottolineato – siamo impegnati a ricercare le condizioni giuridicamente sostenibili per la salvaguardia dei Punti nascita, che afferiscono a territori caratterizzati da peculiari condizioni orografiche e viarie. Riteniamo, infatti, che è necessario sviluppare azioni per mettere in sicurezza il percorso nascita delle cittadine abruzzesi e non, ma dobbiamo saper evitare che la distanza dai presidi erogatori di questa prestazione sanitaria diventi un pericolo maggiore di quello che si intende eliminare».

Nonostante le tensioni registrate fuori dall’Emiciclo i lavori, in aula, sono andati avanti in maniera serena, come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. «Non posso non ringraziare tutti i consiglieri regionali per il clima sereno con il quale oggi si sono svolti i lavori in Aula», ha detto. «E’ stato significativo l’intervento del consigliere di Forza Italia Mauro Febbo – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale – che in apertura della seduta ha espresso la vicinanza del suo gruppo al presidente della Giunta Luciano D’Alfonso per le contestazioni di cui è stato fatto oggetto nei giorni scorsi». «Nonostante la situazione complessiva non facile – ha aggiunto Di Pangrazio – il dibattito in Aula si è rivelato costruttivo e rispettoso del Regolamento, pur all’interno di un confronto serrato tra la maggioranza e la minoranza». Il presidente Di Pangrazio, una volta informato della presenza all’esterno di alcuni sindaci, svolgendo il proprio ruolo di garanzia, ha favorito la loro presenza in Aula. «Ho ritenuto opportuno e importante – ha concluso il presidente – consentire la presenza dei sindaci, in quanto rappresentanti delle istanze dei territori».

I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE

{{*ExtraImg_239249_ArtImgRight_300x223_}}Il Consiglio regionale abruzzese nella seduta di oggi ha intanto approvato una serie di risoluzioni. La prima riguarda proprio l’ospedale di Atessa e impegna il presidente della Giunta a riaprire il tavolo delle trattative con il Comune, la Asl e la Regione, per definire il futuro del presidio ospedaliero della città. Contestualmente si chiede di riconvocare il Collegio di direzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti per riesaminare il provvedimento dirigenziale che ha sospeso l’attività chirurgica nel nosocomio.

Via libera anche alla risoluzione contro Ombrina Mare, in cui si chiede a D’Alfonso di attivarsi per accelerare la conclusione della perimetrazione dell’istituendo Parco nazionale della Costa Teatina, oltre a intervenire presso i ministeri competenti per bloccare i decreti di compatibilità ambientale sia per Ombrina Mare, sia per Elsa 2. In caso contrario la Regione proporrà ricorso al Tar del Lazio. Ma nel documento si invita anche il Governo nazionale a emanare un decreto legge che modifichi la nuova versione del Codice dell’Ambiente, reintroducendo il limite delle 12 miglia dalla costa per l’insediamento di impianti di estrazione petrolifera.

Una terza risoluzione riguarda l’iniziativa, presso il Governo nazionale, per ottenere il ripristino dell’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale (come avveniva fino allo scorso 31 dicembre) per i mezzi delle organizzazioni di volontariato.

{{*ExtraImg_239250_ArtImgRight_300x223_}}Il Consiglio ha chiesto al presidente e alla Giunta anche di attivarsi, presso il presidente del Consiglio dei Ministri, per scongiurare la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, che al contrario dovrebbe essere potenziato.

Un altro documento è sulla Casa di riposo Sant’Onofrio di Vasto, ospitata in un edificio del Quattrocento. Viene chiesto alla Regione di verificare la disponibilità di fondi per consentire gli urgenti lavori di adeguamento della struttura, così da scongiurarne la chiusura e il trasferimento degli anziani ospiti.

L’ultima risoluzione, infine, riguarda i danni provocati dal maltempo delle scorse settimane, che hanno provocato frane e smottamenti in numerosi Comuni. Nel documento si impegna la Giunta regionale a «proseguire nel lavoro già avviato, nonché a porre in essere ogni ulteriore iniziativa diretta a fronteggiare la situazione di criticità del rischio idrogeologico in ogni Comune colpito».