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Mense e danno erariale, Corte dei Conti cita vecchia Giunta

Il servizio nelle mense scolastiche degli istituti della città di L’Aquila è ancora nel baratro della poca trasparenza. Il Comune del capoluogo, infatti, si trova di nuovo nei guai: dovrà chiarire al più presto la questione con la Corte dei Conti. Nel mezzo dei fatti: un danno erariale di oltre 454 mila euro.

Ma andiamo per gradi. La Procura generale d’Abruzzo della Corte dei Conti notificò un atto di citazione al sindaco Massimo Cialente e ai componenti la Giunta comunale nell’anno 2010, in relazione all’inchiesta sulla gestione dell’appalto per le mense scolastiche comunali affidato alla società Vivenda. Giampaolo Arduini, Marco Fanfani, Ermanno Lisi, Giuliano Lalli, Roberto Riga e Stefania Pezzopane: loro i protagonisti della vicenda ancora non chiara. L’attuale senatrice della Repubblica Italiana, inoltre, era, allora, l’assessora con deleghe alle mense scolastiche di competenza del Comune dell’Aquila: quindi una ‘testimone diretta’ dei fatti, almeno su carta.

Loro sono chiamati a rispondere di un presunto danno erariale di oltre 454mila euro. Nello specifico, al sindaco toccherebbe il 10% del danno stimato, pari a 45.498 euro; a Stefania Pezzopane il 65%, ossia 295.737; agli altri il 5%, pari a 22.749 euro ciascuno.

L’accusa del vice procuratore generale della Corte dei Conti si basa sulla gestione dell’appalto per le mense comunali: una delibera della Giunta (la numero 378 del 28 ottobre 2010, nel preciso) avrebbe permesso all’impresa, infatti, di aumentare il prezzo per ogni pasto di 1,12 euro + Iva. L’aumento, applicato su circa 400 mila pasti, avrebbe prodotto il danno erariale da mezzo milione di euro: questo il succo del discorso.

L’aumento, allora contestato, venne giustificato con il passaggio dal servizio di monorazione a quello di scodellamento dei pasti. Ma, secondo il capitolato d’appalto, la Vivenda avrebbe dovuto assumersi gli oneri (e dunque l’aumento del costo del pasto) nel caso di attivazione di nuove modalità del servizio. L’attivazione del nuovo più costoso servizio, invece, venne richiesto dal Comune dell’Aquila tramite una raccomandata, appena il giorno precedente alla delibera della giunta.

La Vivenda Spa si era aggiudicata l’appalto originario nel 2008. Alla scadenza del contratto, però, l’amministrazione Cialente non predispose il nuovo bando di gara, prorogando l’affidamento del servizio alla stessa Vivenda “mediante procedura negoziata”. Quando, nel 2012, fu indetto un nuovo bando, vinse nuovamente la società romana.

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