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Boschi e Foreste in second’ordine per D’Alfonso

di Roberta Galeotti

La Giunta regionale dell’Abruzzo progetta la riorganizzazione del Dipartimento politiche agricole, prevedendo lo smembramento del Servizio politiche forestali, demanio civico ed armentizio, che afferiscono al Dipartimento, in quattro diversi Servizi.

Il disegno sarà approvato nella prossima giunta regionale.

A parte un Servizio centrale, che resterebbe competente in materia di foreste, ma con meri poteri di supporto e sostegno nell’attivazione delle misure del PSR, le funzioni amministrative vere e proprie in materia forestale sarebbero suddivise tra tre Servizi territoriali per l’agricoltura, ciascuno dei quali capeggiato da un dirigente.

In pratica, si perderebbe l’unicità del Servizio, che attualmente è uno soltanto, facente capo ad un solo dirigente, nonché competente anche per gli usi civici e i tratturi. Ma soprattutto si perderebbe la specificità delle competenze forestali, che verrebbero accorpate a quelle riguardanti l’agricoltura.

Lo stesso termine “foreste” sparirebbe dalla nomenclatura dell’organizzazione regionale.

E’ a rischio dunque tutto il settore forestale abruzzese, che insieme allo smembramento del Corpo Forestale dello Stato, operato a livello centrale, sta perdendo la dignità e, quindi, quello che sarebbe dovuto essere il sostegno di un governo oculato e lungimirante.

La regione Abruzzo composta al 60% di boschi e foreste verrebbe, con il nuovo progetto della Giunta D’Alfonso, rappresentata esclusivamente da olio e vino, che assorbirebbero l’intero investimento di fondi regionali. E’ proprio di ieri la notizia di una disposizione dell’assessore Pepe di 190 milioni di euro dal PSR a sostegno della promozione delle aziende vitivinicole.

Si conferma il grave trend delle ultime amministrazioni regionali squilibrate verso la costa adriatica, a discapito delle coltivazioni dell’area fucense e dei boschi e delle foreste delle zone montane, prive di investimenti e, quindi, di possibilità di sviluppo.

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