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Spari al Tribunale di Milano, Legnini basito

La notizia dell’omicidio del giudice Fernando Ciampi a Milano è arrivata durante la [i]lectio magistralis[/i] del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, all’Università di Teramo, dove studenti e professori riuniti nell’aula magna di Giurisprudenza hanno osservato un minuto di silenzio.

«Non me la sento di dire nulla, ancora non so nulla di come sia andata. Adesso scusate, ma devo scappare e capire cosa sia successo», ha detto Legnini ai giornalisti che gli chiedevano una dichiarazione sull’omicidio.

A PESCARA IL PM VARONE INTERROMPE L’UDIENZA – «Mi hanno appena comunicato che c’è stata una sparatoria nel tribunale di Milano, hanno sparato a un giudice e a un avvocato». Con queste parole Gennaro Varone, pubblico ministero della Procura di Pescara, ha interrotto un’udienza del processo Mare-Monti, rivolgendosi al giudice Antonella Di Carlo. In quel momento era in corso la discussione sull’ammissione delle prove, relative al processo sulla realizzazione della statale 81 in provincia di Pescara, che vede tra gli imputati il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Il giudice Di Carlo ha quindi chiesto informazioni sullo stato delle vittime. «Sono morti un giudice – ha spiegato il legale di D’Alfonso, Giuliano Milia – e anche un avvocato». L’udienza è stata interrotta per alcuni minuti, con gli avvocati delle parti che si sono interrogati sulle modalità che hanno permesso ad un uomo armato di introdursi nel tribunale di Milano. «A Roma e a Milano – ha notato l’avvocato Augusto La Morgia – ci sono i metal detector».

MAGISTRATI TERAMANI CHIEDONO PIÙ SICUREZZA – Vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime e dei feriti. Ad esprimerla sono stati i magistrati teramani, che chiedono anche maggiori misure di sicurezza a tutela dell’incolumità di tutti coloro che prestano attività negli uffici giudiziari, anche teramani, e che questa mattina, dopo i tragici fatti di Milano, si sono riuniti presso l’aula Moro del Tribunale di Teramo in un incontro spontaneo al quale hanno preso parte una trentina di magistrati togati ed onorari oltre al Procuratore capo Antonio Guerriero, al presidente del Tribunale Giovanni Spinosa, al rappresentante della giunta distrettuale dell’Anm Abruzzo Domenico Canosa, della Federmot Massimo Biscardi e dell’associazione giudici di pace Ottavio Firmani. Nel corso della riunione dopo aver espresso solidarietà alle vittime e ai loro familiari sono stati ribaditi con forza «i rischi che, quotidianamente, i magistrati e gli altri operatori del sistema sono chiamati ad affrontare nell’espletamento di un servizio molto delicato e necessario per la stessa tutela della sicurezza pubblica all’interno di un ufficio aperto all’indiscriminato accesso di tantissime persone». Tanto che alla fine della riunione i magistrati teramani hanno dato mandato «ai dirigenti degli uffici giudiziari e ai rappresentanti delle associazioni di categoria presenti, di adottare, nell’ambito delle rispettive competenze, tutte le iniziative necessarie».