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Paganica Rugby, rompere il digiuno interno per ipotecare la salvezza

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Ripartire dalla compattezza e dallo spirito di gruppo fatto vedere a Modena per vincere quella che si presenta come la partita più delicata della stagione e mettere, di fatto, una seria ipoteca sulla permanenza in Serie B. Questo l’imperativo in casa Paganica Rugby quando è alle porte il match con i bianconeroverdi della Union Viterbo.

Rossoneri ed etruschi, ad oggi, sono divisi in classifica da 9 lunghezze, con il Paganica (quarto a quota 12) intenzionato ad allungare in maniera netta sulla zona pericolosa, mentre il Viterbo (ultimo con 3 punti al pari della Emergenti Cecina) vorrà cercare di dare continuità al primo risultato utile di questa seconda parte di stagione (il pareggio 14-14 con la capolista Reno Bologna) per tenere ancora accesa la speranza salvezza.

Il match dello “Iovenitti” metterà di fronte due squadre che, tra le altre cose, si conoscono ormai quasi a perfezione. Tra Prima Pool Territoriale e Girone Salvezza, infatti, in stagione Paganica e Viterbo si sono già incrociate ben tre volte con i precedenti, finora, tutti in favore degli uomini di coach Sergio Rotellini.

Il XV paganichese, oltretutto, proprio nel match con il Viterbo dello scorso 19 ottobre ha fissato un record stagionale ancora imbattuto, ossia la vittoria casalinga con lo scarto più ampio (41-8 il finale). Un dato statistico che dovrebbe servire da pungolo ulteriore per i ragazzi capitanati da Stefano Ciampa visto che, dopo aver mantenuto inviolato lo “Iovenitti” per tutto il primo girone, in questa seconda fase di campionato il trend interno del Paganica per ora parla di 3 sconfitte consecutive con soli 2 punti classifica conquistati (ossia i bonus nel ko di misura, 29-27, con il Vasari Arezzo, match tra l’altro giocato a Centi Colella). Insomma, per ritrovare un successo interno che ormai manca da quattro mesi, al Paganica servirà approcciare al match con grande spirito di sacrificio e provando a portare una costante pressione sui 22 del Viterbo, sia nelle fasi statiche (lavorando non solo in mischia chiusa ma anche con la touche, fondamentale in crescita in questo scorcio di stagione) che con il gioco alla mano.

Questo, però, senza scadere nel mero assalto all’arma bianca. Perdere di vista l’organizzazione difensiva, i sostegni e l’equilibrio nella disposizione tattica, infatti, consentirebbe agli uomini allenati da Fabiani di tenere bene sui punti d’incontro, andare a cercare sempre il recupero dell’ovale per poi tentare l’affondo in ripartenza.

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