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Consiglio d’Abruzzo al lavoro tra le polemiche

La seduta ordinaria del Consiglio regionale di questa mattina si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.

Successivamente l’Assemblea ha approvato le autorizzazioni, alle Ater di Lanciano e Pescara, per l’utilizzo dei proventi derivanti dall’alienazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica.

Per quanto riguarda Lanciano l’importo è di poco superiore agli 800mila euro: di questa somma 150mila euro serviranno per la manutenzione straordinaria degli edifici in cui l’Ater ha quote di proprietà minoritarie, 30mila per i rimborsi agli inquilini per la sostituzione delle caldaie, 200mila per la riparazione di guasti, 160mila per la manutenzione straordinaria dello stabile di via Spataro a Vasto, 25mila per l’eliminazione dell’amianto e 100mila euro per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici. Al ripiano del deficit andranno 138mila euro.

Per Pescara, invece, l’importo totale è di 682mila euro. Della somma 175mila euro saranno destinati alla manutenzione dei guasti della corrente elettrica, 110mila a quella degli impianti degli edifici, 90mila alla riparazione delle reti idriche, 50mila alla rimozione dell’amianto. Al ripiano del deficit andranno 136mila euro.

In seguito è stata approvata (a maggioranza qualificata) la modifica del Regolamento interno, che prevede che la carica di presidente della Giunta per il Regolamento non sia automaticamente assegnata al Presidente del Consiglio regionale, così come avveniva anche nella precedente Legislatura.

OK A MODIFICA REGOLAMENTO INTERNO – Il Consiglio regionale dovrà nominare un presidente di commissione in più con aggravio di costi legati all’indennità aggiuntiva di 1.800 euro al mese, se dovesse essere eletto un consigliere che non la percepisce già e al personale assegnato. L’assemblea ha infatti approvato a maggioranza qualificata la modifica del Regolamento interno, che prevede che la carica di Presidente della Giunta per il Regolamento, che diventa permanente, non sia automaticamente assegnata al Presidente del Consiglio regionale senza indennità aggiuntiva, così come avveniva anche nella precedente legislatura. Nella precedente seduta, la norma non era passata perché non era stata raggiunta la maggioranza qualificata. A votare a favore 21 consiglieri, quindi centrosinistra e parte delle opposizioni con Forza Italia, Ncd e Abruzzo Futuro, contro si sono espressi i sei consiglieri del Movimento 5 Stelle che già nella passata seduta avevano parlato di sveltina, sottolineando di aver proposto di svolgere gratis quel ruolo.

«Con questo cambiamento al regolamento – attacca il capogruppo Riccardo Mercante – il presidente di Commissione Permanente percepisce un’indennità aggiuntiva di circa 1.800 euro sul già abbondante stipendio da consigliere regionale che si aggira intorno ai 9.700 euro mensili. Una decisione fuori tempo e vergognosa, soprattutto per la mole di lavoro che il neo presidente andrà a ricoprire. In 10 mesi la Giunta si è riunita una volta sola, per 10 minuti e per decidere, appunto, tale modifica». Per l’altro grillino Domenico Pettinari, «è una operazione ingiusta per le tasche dei cittadini che non arrivano a fine mese, mentre un consigliere che già guadagna 10 mila euro percepirà altri 1.800 euro. È una vergogna, lo avremmo fatto gratis».

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OMBRINA MARE 2, RESPINTA RISOLUZIONE

Il Consiglio regionale abruzzese, riunito in seduta straordinaria, ha respinto la risoluzione, presentata dalle minoranze, che chiedeva l’intervento della Giunta regionale per bloccare la firma dei decreti autorizzativi all’installazione dell’impianto petrolifero, che dovrebbe sorgere a pochi chilometri al largo del litorale della provincia di Chieti.

La seduta straordinaria del Consiglio regionale sull’iter progettuale della piattaforma petrolifera Ombrina Mare 2 era stata sospesa, nel primo pomeriggio, su richiesta delle opposizioni. Il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, prima del voto, aveva criticato il centrodestra, ex maggioranza, spiegando che nel passaggio di consegne ha trovato il nulla, invitando il Consiglio a votare la risoluzione congiunta per fare quadrato contro il progetto. «Ci sono interessi da vincere, interessi legittimi, come è legittimo il ‘no’ dell’Abruzzo, vinciamo insieme irrobustendo una posizione di forza opposta – aveva spiegato D’Alfonso – Votiamo la risoluzione e dotiamoci di forza amministrativa, facendo nella battaglia di interessi scelte come il parco della costa teatina che possono irrobustire la nostra forza».

E’ ora in programma la seduta straordinaria sulla centrale a biomasse Power Crop di Avezzano.

LE REAZIONI– «Abbiamo deciso di votare contro la risoluzione presentata dalle minoranze semplicemente perché non avrebbe avuto alcun effetto sul blocco dell’iter autorizzativo dell’impianto Ombrina Mare 2, che la società Rockhopper vuole realizzare di fronte alla Costa dei Trabocchi», ha commentato il consigliere regionale del Pd Luciano Monticelli. «Come maggioranza – ha aggiunto Monticelli, che ha parlato a nome dell’intero schieramento – avevamo presentato un secondo documento, che discuteremo nella prossima seduta. Un testo in cui, come affermato in aula dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si affronta l’argomento puntando sulla novità amministrativa dell’istituzione del Parco della Costa dei Trabocchi, il cui iter si sta concludendo proprio in questa settimane e che può rappresentare un autentico ostacolo all’incompatibilità dell’insediamento non solo di Ombrina, ma di tutti gli impianti petroliferi nel tratto antistante il litorale abruzzese. Siamo convinti che proprio la vocazione ambientalista della nostra regione, dove già esiste da anni l’area protetta del Cerrano, sia l’unico modo per fermare la petrolizzazione dell’Abruzzo».

Duro il commento del Movimento 5 Stelle. «Non passa la risoluzione su Ombrina Mare che impegnava la giunta a prendere una posizione netta e chiara contro quest’opera dannosa e inutile, che rovinerà per sempre le nostre coste – si legge in una nota diffusa dal gruppo – Il presidente D’Alfonso non ci difende dagli ufo, non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale e non da seguito ai numerosi annunci fatti attraverso gli organi di stampa per imbuonire la popolazione. Non sono servite le motivazioni espresse dal Movimento Cinque Stelle e dall’opposizione, non sono servite le proteste di centinaia di cittadini che fuori dalla Regione stanno reclamando una regione pulita che mantenga la vocazione di “Regione Verde” che da sempre ha contraddistinto l’Abruzzo. Il presidente D’Alfonso non ascolta i cittadini, ma tutela le grandi lobby in nome della morte del territorio che amministra. Trenta votanti, 2 astenuti, tutti contrari tranne l’opposizione. La maggioranza di centrosinistra è stata chiara Ombrina si farà».

«La maggioranza – hanno commentato i consiglieri di Forza Italia e Abruzzo Futuro – aveva preparato un documento, giudicato poi inammissibile visti i termini di presentazione, nel quale c’era un pretestuoso riferimento al Parco della Costa teatina (voluto dal presidente nonostante inizialmente avessimo trovato una quadra con l’assessore Mazzocca e il sottosegretario D’Alessandro), oltre a una serie di numerose modifiche alla nostra risoluzione che non abbiamo voluto e potuto accogliere nella nostra: questo perché non c’è nessuna diretta correlazione tra il Parco e Ombrina. Tra l’altro il Governo nazionale di centrodestra aveva risolto la questione con il limite delle 12 miglia per le installazioni come quella della Medoil Gas. Per quanto riguarda il ricorso presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale è bene precisare che si tratta di un buco nell’acqua e non avrà nessuna ricaduta su Ombrina mare. Riguarda infatti le competenze che aveva la Regione sugli impianti a terra e che al 31/3/2015 saranno definitivamente decadute anche sui progetti in itinere. Lo sblocca Italia esclude le Regioni dalle concessioni a terra per gli idrocarburi e rende il ricorso inefficace visto che il Governo Renzi ha avviato anche il percorso di modifica del Titolo V della Costituzione togliendo alle stesse amministrazioni regionali anche le competenze in materia di trasporto delle energie (vedi metanodotto Snam)». «Il progetto di Ombrina Mare – hanno aggiunto i consiglieri di Forza Italia e Abruzzo Futuro – riguarda una vicenda che nasce e finisce con il centrosinistra e ha presso il via nel 2007 con un Governo nazionale del centrosinistra (il Ministro dell’ambiente era Pecoraro Scanio), ha subito uno stop con il Governo Berlusconi (Decreto Prestigiacomo), è stato poi “recuperato” con il Monti, mantenuto con Letta (Ministro Orlando) e portato a termine con l’attuale esecutivo guidato da Renzi. Siamo di fronte a evidenti contraddizioni: mentre a Roma il Partito Democratico sostiene questi progetti che rischiano di danneggiare irrimediabilmente il nostro territorio, i rappresentanti abruzzesi del Pd stanno a guardare e fingono solo a chiacchiere di ostacolare il progetto ma non fanno altro che palesare la loro debolezza e la loro dimensione provinciale. Auspichiamo quindi che il Pd regionale non può e non deve nascondersi ma deve prendere una posizione forte in tutte le sedi competenti. Del resto quando erano all’opposizione molti rappresentanti del centrosinistra avevano a più riprese chiesto all’allora presidente Chiodi quali iniziative volesse intraprendere per scongiurare la costruzione di Ombrina e quegli stessi rappresentanti, compreso D’Alfonso, erano presenti in occasione delle manifestazioni di protesta organizzate dai vari comitati. Oggi se ci fosse stato Gianni Chiodi sulla poltrona di Presidente della Giunta, alla notizia dell’autorizzazione rilasciata dal Via nazionale, ci sarebbe stata una sommossa. Avevamo chiesto pertanto che venissero messi in campo tutti gli sforzi per evitare di distruggere il futuro della nostra regione con una deriva petrolifera che non può portare nessun tipo di beneficio ma creare solo danni incalcolabili a tutto il territorio, non solo alle nostre coste. Speriamo a questo punto che con un gesto di grande responsabilità il presidente D’Alfonso si faccia promotore, soprattutto nei confronti del Ministro Galletti che nei prossimi giorni sarà in Abruzzo, di tutte le iniziative possibili affinché l’Abruzzo resti ancora una regione verde».

POWERCROP, APPROVATE DUE RISOLUZIONI

Il Consiglio regionale abruzzese, convocato in seduta straordinaria per discutere del progetto della PowerCrop per la realizzazione di una centrale a biomasse a Borgo Incile di Avezzano, ha approvato due risoluzioni per ribadire la contrarietà dell’Assemblea all’insediamento.

Il primo documento, a firma della maggioranza, impegna, tra gli altri punti, il presidente Luciano D’Alfonso e la Giunta a sostenere presso i ministeri competenti e presso il Prefetto dell’Aquila, nella sua qualità di commissario ad acta per la riconversione dello stabilimento ex Sadam, «il parere negativo alla costruzione e all’esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da biomassa della potenza di 30 megawatt»; ad approvare definitivamente il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva del Monte Salviano; ad adottare ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali degli ex lavoratori dello zuccherificio di Celano.

Il secondo documento, sottoscritto dall’opposizione, impegna il Governo regionale, tra gli altri punti, ad assumere ufficialmente una posizione di contrarietà nei confronti del progetto della centrale PowerCrop, «riconoscendone l’incompatibilità con il contesto socio-economico e ambientale che contraddistingue la Piana del Fucino e, più in generale, la Marsica; a ritirare qualsiasi adesione della Regione ad accordi o intese, nell’ambito dei piani di riconversione degli ex zuccherifici, con particolare riferimento all’accordo del 2007 tra la Sadam, la Regione, la Provincia dell’Aquila, il Comune di Celano, la PowerCrop e le sigle sindacali dei lavoratori dell’ex zuccherificio; a provvedere alla revisione del parere rilasciato dal Comitato Via nel 2010, alla luce delle criticità emerse nell’iter progettuale dell’impianto; a interessare il Comitato interministeriale circa le lacune, mancanze e inadeguatezze riscontrate nel progetto di riconversione presentato dalla Sadam, al fine di rivedere l’accordo di riconversione nell’ottica di una reale valorizzazione del territorio marsicano e delle sue peculiarità».

PER APPROFONDIRE:

[url”CENTRALE POWERCROP, CONSIGLIO ABRUZZO CONTRARIO”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=118198&typeb=0[/url]