IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

«Renzi dà lezioni, ma all’Aquila lo stiamo ancora aspettando»

«Ci vuole un bel coraggio, da parte del premier Matteo Renzi, a fare dichiarazioni come quelle che ha postato ieri». A sottolinearlo, attraverso una nota, è il consigliere comunale dell’Aquila Roberto Tinari (Forza Italia).

«A fronte del fatto che nessun membro del Governo ha ritenuto di dover partecipare alla commemorazione delle vittime del sisma – argomenta Tinari – il presidente del Consiglio rassicura gli aquilani sul fatto che i soldi, finalmente, dice lui, ci sarebbero, e si permette pure di fare lezioncine di morale nella spesa pubblica. Come giustamente notano quest’oggi, sul Fatto Quotidiano, i giornalisti Di Foggia e Palombi, la triste realtà, ben lontana dallo stucchevole ottimismo di Renzi, è che gli sbandierati finanziamenti della legge di stabilità, per il momento, sono solo virtuali, mentre per tre miliardi, sui cinque previsti e annunciati, non c’è, ad oggi, alcuna copertura finanziaria».

«La verità – aggiunge Tinari – è che mancano 165 milioni di euro per il 2014, visto che, dei 652 milioni stanziati, ne sono arrivati solo 487, mentre per il 2015, a fronte del fatto che il Cipe ha deliberato finanziamenti per 478 milioni, il Comune non ha ancora incassato un centesimo. Quanto alla sparata del premier riguardo agli 800 milioni del Cipe, dal momento che comprendono i fondi non ancora arrivati e quelli che mancano all’appello per il 2014, si riducono a 157 milioni. Fondi che, se tutto va bene, dal momento che devono ancora essere deliberati e che mancano tutti i passaggi amministrativi, arriveranno a fine anno. Nel frattempo la ricostruzione è ferma, i benefici assistenziali sono finiti, anche se gli aquilani sono ancora senza casa, e il Comune è, da mesi, una macchina ferma, paralizzata dalla burocrazia e dalla mancanza di organizzazione».

«Beffe che si aggiungono ai danni – rileva Tinari – Come la bufala della Tasi, per la quale la sottosegretaria De Micheli si era impegnata a trovare una soluzione, affinché gli aquilani non pagassero la tassa relativa al 2014 sulle case inagibili. Peccato che la copertura riguarda un quarto del fabbisogno, 500mila euro su 2 milioni! Non è difficile immaginare chi ci metterà il resto».

«I cittadini aquilani, che hanno restituito, fino all’ultimo centesimo, le tasse sospese a causa del sisma, sono stufi di promesse non mantenute – aggiunge Tinari – Stufi di aspettare una ricostruzione che non c’è, di guardare il centro storico inerte e abbandonato, di rassegnarsi al fatto che gli anziani non rientreranno mai più, se continua di questo passo, nelle case che hanno lasciato il 6 aprile 2009, che i loro bambini non sapranno mai cos’è una vera scuola, cos’è una vera città. Soprattutto, gli aquilani sono stufi di governanti che promettono solo, possibilmente a ridosso del 6 aprile».

«Renzi, all’Aquila, lo stiamo ancora aspettando. Questa è l’unica certezza», conclude Tinari.

X