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L’Aquila 6 anni dopo: «La strada è in discesa»

«Comincio a pensare che la strada è in discesa, guardiamo la luce: con l’asse centrale ricostruito entro il 2017, gli aquilani torneranno sotto i Portici e il corteo per commemorare le vittime passerà nel cuore del centro storico». Le parole piene di speranza e improntate all’ottimismo sono del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che per la prima volta, dopo sei anni, guarda con fiducia al futuro, in particolare alla ricostruzione di una città e di un comprensorio devastati dal tragico sisma del 6 aprile 2009, che ha portato via 309 persone.

{{*ExtraImg_238365_ArtImgRight_300x200_}}Il sindaco che parla in occasione del sesto anniversario del terremoto è lo stesso che negli anni scorsi per denunciare la carenza di fondi è arrivato a riconsegnare la fascia tricolore all’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E l’ottimismo di Cialente parte proprio dalla «certezza dei fondi, visto che il governo Renzi è stato il primo a risolvere strutturalmente il problema, prevedendo sei miliardi e 200 milioni fino al 2018».

{{*ExtraImg_238366_ArtImgRight_300x200_}}«Il problema principale è stato risolto, abbiamo un’idea sempre più chiara di città, c’è una regia, se ci danno il personale per accelerare le pratiche per la ricostruzione e per sbloccare i Sal e se approvano la legge per moralizzare la ricostruzione privata, la strada è in discesa: poi toccherà alle imprese – spiega il Primo cittadino – Possiamo finire tutti i canteri al massimo nel 2020, finanziando le opere pubbliche nel giro di 10-11 anni, la città sarà nuova e bellissima. Sono fiducioso perché si tratta di problematiche legate ad aspetti tecnico-burocratici, non di un problema politico come negli anni scorsi».

«La legge sulla ricostruzione, soprattutto per dare regole a quella privata, è pronta. Credo che ci sarà un decreto legge nel quale inserire anche risorse per il personale aggiuntivo che occorre per accelerare l’autorizzazione di pratiche per la ricostruzione», ha annunciato il sindaco.

{{*ExtraImg_238367_ArtImgRight_300x200_}}Per Cialente è dunque pronta la bozza emendata dal testo preparato nella scorsa estate dall’allora sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione, l’abruzzese Giovanni Legnini, poi eletto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, con quel documento chiesto a gran voce tra gli altri da magistratura e forze dell’ordine, che è rimasto chiuso nel cassetto. È stato ripreso nei mesi scorsi dal successore di Legnini, il sottosegretario Paola De Micheli, e dalla senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane.

«L’ultimo passaggio con la Pezzopane ci sarà venerdì prossimo – spiega ancora il primo cittadino – poi ci sarà il Consiglio comunale aperto con tutti gli stakeholder, dove faremo una superconcertazione, come i comuni del cratere faranno assemblee con tutti i consiglieri. Credo che sarà un decreto legge nel quale inserire risorse per il personale aggiuntivo». A tale proposito, Cialente propone che il personale possa essere «preso dalle graduatorie Ripam (quelle del cosiddetto concorsone, ndr) per 24-30 mesi che, in aggiunta a quelli che abbiamo, ci permetterà di costituire una task force che, nel giro di 24 mesi, ci farà smaltire le domande».

«C’è molta attenzione da parte dei media – ha rilevato il Primo cittadino – sto rilasciando interviste, ma sto leggendo anche molti reportage che mi colpiscono perché vengono fatti da gente che viene all’Aquila una volta l’anno per mezza giornata e dà giudizi ‘tranchant’, parlando con cittadini che non sono dentro le questioni». Per il sindaco del capoluogo d’Abruzzo, «tra gli addebiti fuori luogo ci sono il fatto che manchi una regia e che la ricostruzione è lontana». «Non è assolutamente vero – assicura il sindaco – abbiamo preso tempo con il commissariamento, ma poi con la responsabilità passata agli enti locali si è cominciato a correre con una regia chiara e un’idea di città che sta nascendo gradualmente. Risolto il problema dei fondi con il Governo Renzi, che ha previsto 6 miliardi 200 milioni fino al 2019, la strada è in discesa». «L’appuntamento che sto dando a chi parla in maniera negativa e ci accusa – conclude il sindaco dell’Aquila – è al 6 aprile 2017, quando la fiaccolata per l’ottavo anniversario passerà per il centro della città rinato».

{{*ExtraImg_238370_ArtImgRight_300x200_}}In occasione del sesto anniversario del terremoto dell’Aquila anche il presidente del Consiglio regionale abruzzese Giuseppe Di Pangrazio ha diffuso un messaggio. «Per gli aquilani e gli abruzzesi quella di quest’anno è una Pasqua che si sostanzia di sentimenti profondi e di ricordi dolorosi e indelebili per la coincidenza con la ricorrenza del sesto anniversario del sisma del 6 aprile 2009», ha sottolineato Di Pangrazio, annunciando che «la massima istituzione regionale sarà presente domani sera alla fiaccolata commemorativa delle 309 vittime». «Mi affiancheranno alcuni colleghi consiglieri e componenti della giunta regionale – ha aggiunto Di Pangrazio – per testimoniare la vicinanza e la condivisione rispetto ad una tragedia che ha segnato per sempre la comunità aquilana, che, con coraggio e fierezza, cerca di riprendere il filo della propria esistenza, forte di una identità che ha contribuito a rendere l’Abruzzo una regione in grado di dialogare con l’Europa».

«L’impegno della Regione e del Governo rispetto all’Aquila e al suo territorio deve trovare, ora, un nuovo slancio e una maggiore efficacia», ha concluso Di Pangrazio, sottolineando che «il Consiglio regionale, nell’augurare una serena Pasqua agli abruzzesi, abbraccia con il rispetto e con il silenzio che merita un grande dolore i cittadini del capoluogo di regione».