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Uso improprio del cellulare: nei guai assessore di Capistrello

È stato denunciato dai carabinieri, e dovrà rispondere del reato di peculato, l’assessore del Comune di Capistrello, Nicolino Di Felice. A Di Felice, che ha la delega ai Lavori pubblici, viene contestato l’uso improprio di un telefono di servizio.

L’inchiesta si riferisce al traffico dati e voce generato dal 2006 al 2014 per diverse decine di migliaia di euro. L’assessore Piacente, però, è in carica dal 2010. Ci sarebbero anche altre utenze di servizio per cui non sono pagate le fatture. Fatto sta che il saldo chiesto inizialmente dalla Telecom era stato di 68mila euro. Le indagini dei carabinieri della locale stazione sono partite d’ufficio. Come dichiarato più volte dall’amministrazione comunale, guidata da Antonino Lusi, è subito scattata anche un’indagine interna, per far chiarezza sulla vicenda.

Già a gennaio, l’assessore al Bilancio Francesco Piacente aveva chiarito che la Telecom per ben due volte aveva invitato il Comune a disattivare i servizi internet dall’utenza di Di Felice, ma il dirigente a cui sono arrivate le comunicazioni non l’ha fatto. Dopo un mese, in consiglio comunale è stato spiegato che la Telecom ha “tagliato” la bolletta di 50mila euro, stornando il traffico internet e wap. Da saldare rimarrebbero dunque circa 18mila euro. L’importo residuo dovuto alla Telecom resta di 10.237,04 euro per i consumi di tutte le utenze mobili dal 2006 al 2014 («E di cui quella del sottoscritto ne ha generati solo una minima parte» precisa Di Felice) comprese le more e gli interessi generati a causa dei ritardati pagamenti non effettuati per anni, senza alcuna giustificazione, da parte del funzionario responsabile e per i quali l’amministrazione comunale ha richiesto gli accertamenti alle autorità competenti.

Gli ulteriori 7.835,60 euro riguardano utenze fisse intestate al Comune. «Sono tranquillo e sono sicuro che la Procura chiarirà tutto» commenta l’assessore Di Felice «sono stato io stesso a consegnare il mio telefono ai carabinieri. Solo la scheda era del Comune. Ricopro la carica di assessore dal 2010 e dunque non ho nulla a che vedere con i consumi generati dall’anno 2006. Non so nemmeno come si fa ad andare su internet e questo trova riscontro nel fatto che non risultano ingressi a siti. Il dirigente che avrebbe dovuto pagare le fatture e controllare è già stato sospeso dal servizio».

A proposito di quanto pubblicato sul sito precedentemente, l’assessore Di Felice precisa quanto segue: [i]«Il sottoscritto non ha rimborsato alcuna somma alle casse comunali in quanto ad oggi estraneo a responsabilità di tipo erariale e amministrativo. Non esiste alcuna pronuncia che dichiari l’uso improprio da parte del sottoscritto del telefono di servizio né che individui il sottoscritto quale autore di illeciti né che prescriva il rimborso di somme come falsamente riportato nell’articolo»[/i].

[i]Fonte: Il Centro[/i]

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