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Abruzzesi mobilitati per salvare la Forestale

L’Abruzzo si mobilita per la «tutela dell’ambiente e della legalità» e lancia un appello comune in difesa del Corpo forestale dello Stato e contro il disegno di legge sulla “[i]Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche[/i]” in discussione al Senato.

{{*ExtraImg_238207_ArtImgRight_300x199_}}L’appello, promosso dal deputato Giulio Sottanelli (Sc), ha ottenuto, nel giro di due giorni oltre 150 adesioni, dai parlamentari alla Regione, dal Consiglio regionale a decine di Comuni, dai Parchi nazionali alle associazioni ambientaliste. Un’adesione massiccia alla mobilitazione, confermata anche stamani nel corso di un incontro nella sede della Provincia di Pescara, a cui, in una sala gremita, hanno preso parte cento rappresentanti di altrettanti Comuni con fascia tricolore, a partire dalle quattro città capoluogo dell’Abruzzo, esponenti della politica locale e regionale e del mondo ambientalista, assieme ai sindacati della forestale e a tanti agenti del Cfs non in divisa.

«Parte dall’Abruzzo, la regione verde d’Europa – ha detto Sottanelli – questa battaglia e ci auguriamo che il Governo possa tornare indietro. Razionalizzare si, ma razionalizzare in modo omogeneo. Ci impegniamo a porre in essere, nei confronti del Governo e del ministero, tutte le iniziative necessarie a scongiurare che il Corpo forestale dello Stato venga soppresso».

{{*ExtraImg_238208_ArtImgRight_300x199_}}Secondo il deputato «è in gioco la professionalità che in tanti anni di storia ha difeso e presidiato i nostri territori. E’ importante presidiare un territorio ferito, interessato sempre più spesso dal dissesto idrogeologico; è importante l’azione svolta per la filiera del made in Italy, mentre si assiste sempre più spesso a contraffazioni di ogni genere. E’ fondamentale l’azione svolta dal Cfs sia d’inverno che d’estate».

Presente in sala anche il comandante regionale della Forestale, Ciro Lungo: «Da cittadino – ha detto, sottolineando di essere in ferie – auspico che il Cfs rimanga, perché ci sia qualcuno che vigili affinché mio figlio non prenda malattie, affinché io mangi alimenti sani e affinché non ci siano disastri ambientali. La mia speranza, da cittadino, è che un giorno ci sia il Corpo forestale dello Stato».

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, quello ad Agricoltura, Caccia e Pesca Dino Pepe, primo firmatario dell’appello, i deputati Gianni Melilla (Sel) e Paolo Tancredi (Ncd) e il consigliere nazionale del Wwf Dante Caserta, oltre a sindaci, consiglieri comunali e regionali.

Nell’appello si sottolinea che il disegno di legge 1577 “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” rischia di annientare «l’unico corpo di polizia a caratterizzazione ambientale e dedicato alla tutela del territorio». Un Corpo che, in Abruzzo, conta 71 stazioni e 316 unità operanti in tutta la regione.

Il Cfs nel 2014 ha portato a termine 61.524 controlli accertando 512 reati ambientali e 1.791 illeciti amministrativi per sanzioni pari a oltre due milioni di euro. L’azione della forestale, in Abruzzo, viene ricordato nell’appello, si è distinta anche per l’azione di repressione degli incendi boschivi, passati dai 288 del 2012 ai 47 del 2014.

«La soppressione – si legge ancora – rappresenterebbe per l’Abruzzo, ‘Regione verde d’Europa’ per la presenza di ben quattro Parchi nazionali e numerose aree protette e di interesse ambientale e paesaggistico, la grave messa a rischio dello stato di tutela dell’ambiente, dell’agricoltura e del territorio naturale, con conseguenti costi sociali ed economici immediati. Rappresenterebbe la perdita di quel ruolo di sapiente cura del rapporto cittadino-ambiente-agricoltura e della continua azione ‘di prossimità’».

La mobilitazione non vuole rappresentare un ‘no’ secco alla riorganizzazione. «Riteniamo che gli accorpamenti vadano fatti – dice Sottanelli – ma in modo razionale. Vogliamo che il Cfs venga riorganizzato, eliminando aree di sovrapposizione con altri corpi dello Stato, e rafforzato anche attraverso l’assorbimento di personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni. Chiediamo che venga preso in considerazione l’accorpamento con le Polizie provinciali e con i Corpi forestali delle Regioni e Province a statuto speciale, per la creazione di un unico Corpo forestale nazionale con un organico all’altezza delle funzioni e delle attività svolte».

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