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Forestale in bilico, primo sit-in di protesta a Roma

Ieri a Roma sì é svolto il primo sit-in di protesta a difesa dell’unica forza di polizia a tutela dell’ambiente.

«Una manifestazione composta dove a difesa del CFS, sono intervenute tutte le associazioni ambientaliste, molti parlamentari e semplici cittadini, per protestare contro il disegno di legge sulla pubblica amministrazione (DDL Madia) che prevede l’accorpamento del corpo forestale ad “altre forze di polizia”, che da giovedì sarà all’esame dell’aula del Senato», così si legge in una nota a firma del Sindacato Nazionale della Forestale.

«Non c’è chiarezza sul progetto del governo che prevede lo smembramento di un corpo che per 200 anni, si è sempre occupato della difesa dell’ambiente, della natura, degli animali e della biodiversità e soprattutto delle ecomafie».

«Il governo in carica oggi con scelte comunque non condivise vuole di fatto sciogliere l’unica forza di polizia nata con l’intento di difendere l’ambiente. Ci chiediamo come mai sì interviene unicamente sul CFS e non sulle altre forze di polizia? Questo governo, con il partito democratico in testa, in materia ambientale sta facendo dei grossissimi passi indietro. Sopprimere la Forestale, trasferirla ad altre forze di polizia, significa smembrare l’unitarietà del Corpo e trasferirlo alle varie altre FF.PP. come Carabinieri e Polizia di Stato», così si legge.

«Questo rischierebbe di fare diventare le donne e gli uomini del CFS, unità tappabuchi per l’effettiva carenza di organici di carabinieri e polizia già in cronica sofferenza per le scellerate politiche governative che stanno minando la sicurezza di tutti i cittadini Italiani.

Ciò facendo sì perderebbero oltre 200 anni di storia di un corpo specializzato a contrastare: l’illecita gestione e commercio dei rifiuti e dei siti inquinanti; il commercio illegale degli animali esotici e d’affezione, la lotta alla Terra dei Fuochi, la contraffazione agroalimentare e la difesa del made in Italy, il bracconaggio, l’abusivismo edilizio soprattutto nelle zone protette come Parchi e riserve naturali ed altre violazioni in campo ambientale. L’Italia ha bisogno del Corpo Forestale dello Stato anche perché questa riforma di fatto non taglia i costi e non aumenta l’efficienza, tutt’altro. Oggi molti Procuratori sì avvalgono della professionalità ed esperienza del personale del Corpo Forestale dello Stato.Tutto ciò ci appare francamente contraddittorio.

Invece di effettuare una riforma totale sulle 5 forze di polizia sì interviene su quella “PIU’ PICCOLA”, così come ha dichiarato il Ministro Madia, a discapito di efficienza e professionalità».

«Non vorremo che vi sia un piano per allentare la lotta sulla legalità e sull’ambiente, visto la non approvazione nel Ddl dei delitti ambientali nel codice penale a favore della presunta volontà della derubricazione di molti reati ambientali.Non possiamo permettere al Governo di smantellare uno dei principali strumenti di contrasto degli ecoreati».

«Se vi sono sovrapposizioni di competenza non é certo nel CFS che bisogna trovarle ma sicuramente in altre FF.PP. che sì sono arrogate una competenza istituzionale e di specialità non demandata alla loro funzione.

All’attualità però é solo ed unicamente il CFS a pagare», si legge ancora.

«Difenderemo in tutti i modi il nostro Corpo Forestale dello Stato, ma siamo aperti ad una concertazione con il governo anche se ha già dimostrato con l’arroganza che lo contraddistingue, che le parti sociali non sono da “ascoltare”, alla faccia dello stato democratico».