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Direzione Agricoltura: «Ristrutturazione ‘barbarica’»

«La Regione “facile e veloce” si conferma anche “ipocrita”. L’ultimo episodio ce lo regala l’assessore alle Politiche agricole Pepe che di fronte alla possibilità di uno smantellamento, presentato sotto forma di accorpamento, ha espresso, a mezzo stampa, solidarietà al Corpo Forestale, giudicandolo giustamente un insostituibile presidio del territorio, tanto più importante in quanto si erge a baluardo di difesa ambientale nel momento in cui la sensibilità su questo argomento sta diventando sempre più elevata. Ebbene, è così elevata questa sensibilità che di contro in Regione si sta per varare una ristrutturazione degli uffici che di fatto punta a smantellare proprio il servizio forestazione». A sottolinearlo attraverso una nota sono il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

«Quella che sta interessando la Direzione agricoltura – affermano Febbo e Sospiri – è una vera e propria ristrutturazione “barbarica” che cancella il buon lavoro fatto negli anni scorsi da Febbo come assessore alle Politiche agricole e dal centrodestra. Una riorganizzazione senza senso, fondata solo sulle procedure del Programma di Sviluppo Rurale che non considera la vera e propria politica agricola regionale e confonde il mezzo con il fine. La direzione agricoltura perderà un gran numero di uffici sul territorio a danno degli agricoltori che saranno costretti a rivolgersi alla sola sede di Pescara per quasi tutte le attività di istruttoria del PSR. Si è arrivati a una proposta per la quale non c’è stato nessun confronto con la struttura che opera da anni sul territorio né tantomeno con le Organizzazioni Professionali e sindacali».

«Un aspetto assurdo riguarda la gestione dei vivai – aggiungono i consiglieri regionali di Forza Italia – che non viene presa in considerazione: si parla infatti solo di coordinamento e quindi materialmente saranno bloccate le attività di assunzione a tempo determinato anche degli operai forestali, vanificando quanto era stato fatto finora. Completamente trascurate e penalizzate L’Aquila e la provincia dell’Aquila che in passato invece erano state degne di molta attenzione, basti pensare che nel momento in cui fu portata a compimento la riorganizzazione dell’Arssa ad Avezzano furono lasciati 2 servizi e 8 uffici. Una decisione ritenuta addirittura inadeguata da parte dell’allora opposizione, nelle cui fila brillava Di Pangrazio, che ci attaccò pesantemente e ripetutamente. Ma oggi che sono in programma 1 servizio e 2 uffici cosa dice il presidente del Consiglio regionale? Avrà il coraggio di dissentire? Avrà il coraggio di urlare come faceva ai tempi di Chiodi?».

«Cosa produrrà la riorganizzazione in cantiere? Gli agricoltori e le imprese boschive dell’Aquila – spiegano Febbo e Sospiri – solo per le vecchie misure agroambientali, indennità compensativa e taglio dei boschi, saranno costretti a dividersi tra 3 province: una parte avrà come riferimento il servizio territoriale di Avezzano, la parte propria dell’aquilano farà riferimento a Teramo e l’Alto Sangro farà riferimento al servizio territoriale di Chieti insieme all’alto vastese. Invece gli stessi agricoltori (cioè le oltre 60.000 aziende) per l’istruttoria del PSR si dovranno rivolgere a Pescara. Questa è la risultante non solo di una drastica riduzione degli uffici, che non corrisponde però ai principi di efficienza, efficacia ed economicità , ma sicuramente di una scarsa sensibilità nei confronti delle esigenze del mondo agricolo. In una regione che è la terza in Italia per indice di boscosità, non sono state prese in considerazione né la nuova convenzione firmata da Febbo con il Corpo Forestale dello Stato né la L.R. 3/2014 che, dopo un attesa lunga 30 anni, avrebbero portato a compimento le deleghe ricevute dallo Stato».

«Il Servizio foreste, che peraltro interagisce con il Cfs, in sostanza avrebbe potuto svolgere il prezioso compito di tutelare importanti aspetti che vanno dal dissesto idrogeologico alla tutela del singolo albero. E’ proprio qui che l’assessore Pepe e il governo D’Alfonso avrebbero dovuto mostrare la loro sensibilità con atti concreti e non a chiacchiere. Un ultimo punto negativo – sottolineano ancora Febbo e Sospiri- riguarda l’attività autorizzatoria che di fatto per il 90% è di natura forestale, uso civico e demanio armentizio: mentre oggi viene svolta in maniera organica da 1 servizio e 4 uffici, con la ristrutturazione sarebbe smembrata in 3 servizi e 12 uffici con un evidente spreco di risorse ed energie e una inevitabile disorganizzazione. Di fronte all’accentramento delle funzioni nella sede di Pescara, non si può sottovalutare che in base allo schema elaborato Penne perderà l’ufficio Uta producendo notevoli disagi per le aziende agricole e il personale (7 dipendenti), mentre Chieti perderà l’ufficio di Ortona (4 dipendenti), Lanciano (20 dipendenti) e Vasto; Teramo perde Giulianova (9 dipendenti) e Atri (per la quale da poco dopo si era concluso il trasferimento dopo una lunga trattativa di 3 anni e grazie al Comune che ha messo a disposizione locali nuovi; 9 dipendenti); si perderà anche la sede storica del Sipa dell’Aquila. L’unica cosa certa che emerge chiaramente è una sorta di “deportazione” del personale verso la sede centrale».

«Ci auguriamo davvero – concludono Febbo e Sospiri – che si ponga un freno a questa riorganizzazione e si rifletta attentamente prima di causare danni incalcolabili».

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