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L’Aquila, Zavettieri: «31 campionati da giocare»

di Claudia Giannone

Prima conferenza stampa post gara per mister Zavettieri: dopo il primo incontro sulla panchina dell’Aquila, ma soprattutto la prima vittoria stagionale per il team del capoluogo abruzzese, uno spirito del tutto rinnovato sembra aver preso piede all’interno della società.

Contro il Teramo, la partita non era di certo semplice, ma ciò che sembra essere cambiato è proprio l’atteggiamento con cui la squadra è scesa in campo, anche in seguito all’espulsione di Mancini. Una prova di forza che ha riportato la calma.

«Se avessi dovuto pensare a una sceneggiatura per questo esordio, non avrei potuto sceglierne una migliore. Sono contento per la squadra, per la società e per i tifosi. L’approccio alla partita è stato giusto, era questo l’atteggiamento che volevo. Non mi faccio condizionare dal risultato, abbiamo tanto da lavorare. Già da domani penseremo alla Lucchese».

«È stato lo spirito giusto. L’importante per me – ha ribadito il mister – era non uscire dal campo con dei rimpianti. Anche in inferiorità numerica, ho deciso di mantenere tre attaccanti, sia per non dare segnali megativi alla squadra, sia per non dare messaggi agli avversari. Prendiamo per il verso giusto questa vittoria, può rappresentare una puntura di autostima per avere un po’ di convinzione in più, ma dobbiamo rimanere con i piedi ben saldi a terra».

Ora si pensa alla Lucchese, ma con uno sguardo più lungimirante anche al resto del campionato, sul quale il tecnico rossoblù si esprime con un gioco di parole.

«È stata una settimana travagliata, ma i ragazzi hanno interpretato bene la partita e vincere in un derby li ha aiutati. Continueremo su questa falsa riga, andando poi a ricercare il metodo per arrivare a ciò che vogliamo. Non abbiamo trentuno partite di campionato da giocare, ma trentuno campionati. Ognuno dovrà essere nelle migliori condizioni psicofisiche».

Breve commento anche su alcuni dei giocatori scesi in campo, quelli su cui nel corso della prima parte del campionato c’era stato qualche quesito in più.

«Mancini? È un ragazzo maturo, forse si è fatto prendere troppo dall’agonismo. Bisogna avere la testa più fredda. Zappacosta può essere una buona soluzione, mentre Perna mi è piaciuto molto, ma deve ancora crescere».

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