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Premio Orsini, Fallocco: ‘Ha vinto la storia’

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di Alessia Lombardo

«Non ho vinto io, ma la storia. Ci tengo a dirlo». È il modesto commento di Alessandro Fallocco, giornalista di Abruzzo24ore, all’indomani del successo nella prima edizione “Premio Alessandro Orsini”.

Con l’articolo “Record nell’acqua gelida. L’uomo che resiste a tutto anche al terremoto” pubblicato sul quotidiano Il Centro, la giovane penna aquilana ha sottolineato a IlCapoluogo la tenacia di Dante Cetriole, aquilano che con caparbietà ha stabilito il record mondiale di apnea libera. Premiato ieri nella sala “Silone” dinanzi a un pubblico delle grandi occasioni, che si è stretto alla famiglia Orsini per ricordare Sandro, Fallocco ha conquistato una borsa di studio di mille euro subordinata ad uno stage con La Gazzetta dello Sport.

«Mi è stata comunicata la vittoria – ha spiegato – in settimana, con una lettera ricevuta da Fabrizio Caporale. Per lo stage con la Gazzetta dello Sport occorrerà sedersi a tavolino per capire quando e come potrò conciliare il tutto con il mio lavoro. Sicuramente per motivi logistici sceglierei Roma».

Soddisfatto e sorpreso positivamente per la risonanza mediatica del premio, la giovane penna sportiva ha ricordato il collega scomparso. «Alessandro – ha sottolineato l’ho conosciuto prima come lettore, aspettavo il lunedì per leggere i propri articoli sull’Aquila Calcio, poi come collega. Ho iniziato a scrivere nel 2008, ma poco dopo lui si è ammalato».

«Alberto (figlio d’arte di Alessandro, presente ieri con la madre Rita e il fratello Andrea – ha continuato – l’ho visto felice: mi è sembrato anche con le interviste che ha rilasciato. È stato importante il successo di un ragazzo perché Alessandro aveva una particolare attenzione per i giovani colleghi che si avvicinavano alla professione. Ricordo la propria pacatezza in sala stampa».

Infine Alessandro ha sottolineato il momento che vive il giornalismo e soprattutto la difficoltà dei giovani nel trarre profitto dalla professione. «Il premo – ha concluso – è un riconoscimento soprattutto per la passione che uno ci mette quotidianamente. Per un giovane oggi è difficile vivere con questa professione. Sono orgoglioso che il mio nome venga affiancato a quello di Alessandro Orsini».

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